
di Angela Galasso
AICARE – Agenzia Italiana per la Campagna e l’Agricoltura Responsabile ed Etica
È disponibile una nuova mappa interattiva dell’agricoltura sociale in Italia, realizzata con QGIS a partire dai dati del Settimo Censimento generale dell’Agricoltura (Istat, 2020) e integrata con due ulteriori fonti: gli elenchi regionali delle fattorie sociali autorizzate e la classificazione delle aree interne. La mappa è organizzata in quattro livelli informativi navigabili in modo indipendente e rappresenta, ad oggi, la visualizzazione geografica più completa disponibile sul comparto a livello nazionale.
Da Google My Maps a QGIS: perché una nuova mappa
Una prima versione della mappa era stata pubblicata nel marzo 2025, realizzata con Google My Maps e organizzata per aree geografiche pluriregionali. Consentiva la localizzazione dei comuni con almeno un’impresa attiva in agricoltura sociale, ma presentava alcuni limiti strutturali: una granularità geografica limitata, l’assenza di dati normalizzati per popolazione, e l’impossibilità di integrare fonti diverse in modo sistematico.
La nuova mappa, realizzata con QGIS ed esportata come applicazione web interattiva tramite il plugin qgis2web (Leaflet), supera questi limiti con una struttura dei dati più rigorosa, una granularità regionale completa e l’integrazione di tre fonti distinte in quattro livelli informativi sovrapposti e navigabili.
I dati: tre fonti integrate
Censimento dell’Agricoltura 2020 (Istat). Il Settimo Censimento generale dell’Agricoltura ha rilevato per la prima volta le imprese che dichiarano di svolgere attività di agricoltura sociale ai sensi della L. 141/2015. Le 904 imprese censite sono distribuite in 742 comuni su tutto il territorio nazionale.
Elenchi regionali delle fattorie sociali autorizzate (Portali regionali, 2026). Dataset costruito attraverso una ricognizione dei portali istituzionali regionali. Al momento della pubblicazione, 14 regioni dispongono di un elenco ufficiale delle fattorie sociali autorizzate ai sensi della normativa regionale di recepimento della L. 141/2015. Le restanti 7 regioni non hanno ancora adottato o reso pubblico un elenco ufficiale.
Mappa delle Aree Interne 2020 (Dipartimento per le Politiche di Coesione, aggiornamento febbraio 2022). Classifica ogni comune italiano in sei categorie di accessibilità ai servizi essenziali, aggregate ai fini della visualizzazione nelle due macro-classi centri (A, B, C) e aree interne (D, E, F).
I quattro livelli informativi
La Toscana è la regione con il maggior numero di imprese (108), seguita da Lombardia (94), Piemonte (79), Emilia-Romagna (78) e Veneto (71). Queste cinque regioni concentrano il 47,5% delle imprese attive a livello nazionale. La normalizzazione per popolazione residente modifica però sensibilmente il quadro: Molise (4,5 imprese per 100.000 abitanti), Trentino-Alto Adige (3,8), Friuli-Venezia Giulia (3,1) e Umbria (3,1) risultano le realtà con la più alta densità relativa. Campania (0,8), Liguria (0,9) e Lazio (0,9) mostrano i valori più bassi. La Lombardia, seconda in valori assoluti, scende a 0,9 imprese per 100.000 abitanti: un dato che invita a leggere la distribuzione del comparto tenendo conto del peso demografico delle regioni, e non solo dei numeri assoluti.
Le 7 regioni prive di elenco rappresentano una lacuna rilevante del quadro normativo nazionale. L’iscrizione all’elenco regionale è condizione necessaria per accedere a determinate forme di riconoscimento, convenzione e finanziamento previste dalla L. 141/2015 e dalle normative regionali di attuazione. L’assenza di un elenco ufficiale non significa necessariamente assenza di imprese attive — come dimostra il dato censuario — ma riduce la visibilità istituzionale delle realtà esistenti e limita le possibilità di accesso agli strumenti di sostegno previsti dalla legge.
Dei 742 comuni con almeno un’impresa di agricoltura sociale, circa il 58% ricade in aree urbane o di cintura e il 42% in aree interne. Questo dato è rilevante sotto due profili: da un lato conferma che l’agricoltura sociale non è esclusiva delle aree rurali periferiche ma è presente in misura significativa anche in contesti urbani e periurbani; dall’altro segnala che quasi la metà delle imprese opera in territori con minore accessibilità ai servizi, dove la funzione sociale dell’agricoltura può assumere un ruolo strategico nel presidio del territorio e nella risposta a bisogni non altrimenti coperti.
Un’analisi dettagliata della distribuzione dell’agricoltura sociale nelle aree interne e delle attività svolte dagli operatori iscritti agli elenchi regionali è disponibile nel Rapporto Ismea 2026 “Agriturismo e multifunzionalità. Scenario e prospettive”. Link al Rapporto Ismea 2026: Agriturismo e multifunzionalità. Scenario e prospettive – Rapporto 2026
Come navigare la mappa
La mappa si apre con la coropletica regionale attiva. Dalla lista dei layer — accessibile tramite l’icona in alto a destra — è possibile attivare gli altri tre livelli informativi, navigare per area geografica, zoomare sui territori di interesse e consultare le informazioni di dettaglio cliccando su ciascun punto o regione. I layer dei gruppi “Visualizzazione per numero di imprese” e “Visualizzazione per centri e aree interne” sono attivabili per singola regione, consentendo una lettura focalizzata su specifici contesti territoriali.
Per un ente o un operatore del settore, la mappa offre diversi utilizzi pratici: verificare la presenza di altre imprese nel proprio comune o nella propria regione, localizzare le fattorie sociali autorizzate negli elenchi disponibili, leggere la propria realtà nel contesto della classificazione delle aree interne. Per chi opera in una delle 14 regioni con elenco ufficiale, la mappa consente anche di verificare la propria presenza nell’elenco e di confrontarsi con le altre realtà iscritte; per un ente (Comune, ASL, Centro per l’impiego, Ambito Sociale Territoriale, UEPE, Scuola, Terzo Settore, …), la mappa consente di individuare le imprese riconosciute che offrono servizi di agricoltura sociale nel territorio.
Per approfondire
La mappa è accompagnata da un articolo che ne completa il quadro di riferimento, dedicato all’analisi delle attività, dei beneficiari e degli attori istituzionali (Una legge, 21 regioni, 2.625 modi di non applicarla).
Per i dati del Censimento 2020, un’analisi di contesto è disponibile nel Rapporto Ismea 2022 “Agriturismo e multifunzionalità. Scenario e prospettive” (link), che dedica una sezione specifica all’agricoltura sociale con un’analisi delle imprese censite e della distribuzione territoriale.
Risorse aggiuntive sulla tematica — quaderni, working papers, report e articoli — sono raccolte nel Centro di Documentazione di AICARE (Agenzia Italiana per la Campagna e l’Agricoltura Responsabile ed Etica), accessibile nella sezione Risorse (https://www.aicare.it/agricoltura-sociale-risorse/materiali-utili/).
La mappa è consultabile qui: Mappa interattiva dell’agricoltura sociale in Italia.
Per la descrizione completa dei livelli informativi e delle fonti: Fonti e note metodologiche
L’autrice
Angela Galasso è dottoressa agronoma, consulente e project manager in diversificazione, multifunzionalità e sviluppo rurale. È presidente di AICARE — Agenzia Italiana per la Campagna e l’Agricoltura Responsabile ed Etica, associazione attiva da circa venti anni nel campo dell’agricoltura sociale e civica, con attività di studio e ricerca, divulgazione, formazione e progettazione.