Orticoltura terapeutica: il potere curativo delle piante per il benessere psicofisico

Orticoltura terapeutica: il potere curativo delle piante per il benessere psicofisico

 

Daniela Romano

Dipartimento di Agricoltura, Alimentazione e Ambiente, Università di Catania

L’ortoterapia (HT) è l’utilizzo delle piante e del mondo naturale per migliorare il benessere sociale, spirituale, fisico, mentale ed emotivo delle persone che vi partecipano. Esistono diversi tipi di programmi di ortoterapia: professionali, sociali e terapeutici. I programmi professionali mirano a sviluppare competenze e caratteristiche che portino all’inserimento lavorativo. I programmi sociali si concentrano sul giardinaggio come attività ricreativa che promuove il benessere generale. I programmi terapeutici sono progettati per favorire il recupero con l’obiettivo di raggiungere la guarigione. Nel caso in cui in cui vi è la partecipazione attiva di un terapista, che tende a raggiungere obiettivi specifici e documentati, si parla di terapia orticola. Quando gli obiettivi non sono clinicamente definiti e documentati, ma è usato il contatto con le piante per stimolare il benessere dei partecipanti, si parla di orticoltura terapeutica.

L’HT può svolgersi in molti contesti diversi, sia al chiuso che all’aperto. Essa comprende dal lavorare in giardino al sedersi su una panchina in un parco, al prendersi cura di piante in vaso in casa, al passeggiare nei boschi, allo svolgere attività con un ortoterapeuta qualificato e molto altro ancora. Può essere anche adattata a diverse persone, alle loro esigenze e capacità. L’ortoterapia può essere un’attività individuale o un evento di gruppo collaborativo.

L’HT può essere utilizzata con qualsiasi tipo di pubblico, indipendentemente dall’età, dalle conoscenze, dalle capacità fisiche o mentali. Il giardinaggio e il tempo trascorso all’aria aperta possono apportare numerosi benefici alla nostra salute mentale, fisica, sociale ed emotiva. Le attività all’aperto possono migliorare l’umore, ridurre depressione, ansia, solitudine e stress, aumentare l’autostima, accelerare la guarigione da malattie o disturbi, promuovere un senso di comunità e di appartenenza.

L’HT è una pratica flessibile che può svolgersi in qualsiasi contesto che preveda la presenza di piante o il contatto con la natura. Può trattarsi di qualsiasi cosa, da una meditazione individuale al lavoro in giardino con familiari o membri della comunità, a un progetto scolastico per giovani, fino a un’attività di gruppo in una casa di riposo. Le tecniche di HT vengono impiegate per aiutare i partecipanti ad apprendere nuove competenze o a recuperare quelle perdute. L’HT contribuisce a migliorare la memoria, le capacità cognitive, le competenze linguistiche e la socializzazione. Nella riabilitazione fisica, l’HT può aiutare a rafforzare i muscoli e a migliorare la coordinazione, l’equilibrio e la resistenza. In contesti di ortoterapia professionale, le persone imparano a lavorare in modo indipendente, a risolvere problemi e a seguire le istruzioni.

Dai numerosi dati presenti in letteratura sull’orticoltura sociale e terapeutica, emerge l’efficacia di queste pratiche in diversi contesti terapeutici.

Il quadro teorico alla base dell’HT si riferisce ai modi in cui il paesaggio e la natura possono influenzare le emozioni, la salute e il comportamento. La psicologia ambientale ha fornito numerose informazioni sulle qualità rigenerative degli ambienti naturali, che possono presentare componenti sia cognitive (razionali) che evolutive (ereditarie). Due aree di ricerca chiave si concentrano sull’affaticamento attentivo e sul suo ripristino da parte dell’ambiente naturale e sul ruolo dell’ambiente naturale nel recupero dallo stress. Gli studi esaminano l’affaticamento mentale e come esso si manifesti a seguito dello sforzo necessario per inibire le influenze contrastanti quando l’attenzione è diretta verso un compito specifico. Si ritiene che l’ambiente naturale stimoli un’attenzione involontaria che non richiede alcuno sforzo e che è quindi rigenerativa. Un ulteriore esempio è lo studio della preferenza per diversi tipi di paesaggio e degli effetti del paesaggio sul recupero dallo stress fisico e psicologico; molto citato è, ad esempio, lo studio di Ulrich, pubblicato su Science nel 1984, che dimostrò come bastasse la vista del verde da una finestra di un ospedale per migliorare i processi di recupero dopo un intervento chirurgico.

Dall’esame della letteratura sull’orticoltura sociale e terapeutica è possibile costruire un modello (figura 1) che illustra le principali attività, i processi e i risultati, così come emersi dalle evidenze disponibili in letteratura.

Figura 1. Salute e benessere attraverso la natura e l’orticoltura: un modello di alcuni dei processi, delle attività e dei risultati dell’orticoltura sociale e terapeutica, come descritto in letteratura, che mostra l’interconnessione di tutti gli elementi (Fonte: Sempik et al., 2003, con modifiche).

Alla base del modello si trovano i fondamenti che determinano l’attrattiva intrinseca dell’ambiente naturale. Questo è stato anche al centro della ricerca sull’infanzia e la famiglia, in particolare per quanto riguarda il tema della “biofilia” (Wilson, 1984), e suggerisce che gli esseri umani possiedono un’attrazione innata per la natura. L’origine di questa attrazione è ancora oggetto di dibattito. Potrebbe essere evolutiva, appresa o acquisita. Ma qualunque sia la sua natura, essa supporta sia l’apprezzamento passivo del paesaggio sia la partecipazione attiva all’orticoltura e al giardinaggio. All’interno delle divisioni “attive” e “passive” si trovano molti processi e attività interconnessi che forniscono riabilitazione, accettazione e inclusione da un lato e tranquillità, pace e spiritualità dall’altro. Questi sono rappresentati come due gruppi distinti, ma nondimeno connessi. La ragione della suddivisione in gruppi separati risiede nel fatto che i primi, ovvero riabilitazione, accettazione e inclusione, sono spesso gli obiettivi dei programmi attivi, mentre l’apprezzamento passivo della natura è spesso associato a tranquillità, pace e spiritualità. Questa divisione non è una regola rigida, ma un tentativo di mostrare la diversità degli obiettivi dei diversi programmi. I due gruppi di attributi risultano interconnessi, poiché l’uno può condurre all’altro e viceversa. Nella maggior parte dei casi, questo scambio è auspicabile e intenzionale: accettazione e inclusione dovrebbero portare a pace e tranquillità; e pace e tranquillità possono essere i passaggi verso l’accettazione, l’inclusione e la riabilitazione. Le componenti finali del modello sono la salute e il benessere, al suo vertice. Questo è l’obiettivo ultimo dell’orticoltura sociale e terapeutica e rappresenta una parte fondamentale di tutte le interpretazioni di “qualità della vita”.

L’attenzione nei confronti del potere curativo del verde è presente nel sistema sanitario britannico come si evince dal Rapporto Steves, CEO del Servizio Sanitario Nazionale (NHS) (Five Years Forward View, NHS England, 2014). In particolare in questo rapporto viene sottolineato il ruolo della “prescrizione sociale” che è un modo per collegare i pazienti dell’assistenza primaria con le risorse di supporto all’interno della comunità, solitamente fornite dal settore del volontariato e delle associazioni, offrendo ai medici di base un’opzione di riferimento non medica che può operare in parallelo ai trattamenti esistenti per migliorare la salute e il benessere. La prescrizione sociale viene utilizzata per un’ampia gamma di gruppi di utenti, tra cui persone con problemi di salute mentale da lievi a moderati, persone con patologie croniche complesse e persone con problemi di salute mentale sia a breve che a lungo termine. È stato dimostrato come la prescrizione sociale produca risultati positivi, come benefici emotivi, cognitivi e sociali, e comprenda una serie di interventi e attività prescritte, dai corsi online di terapia cognitivo-comportamentale ai gruppi artistici di comunità e ai club di socializzazione, fino alle palestre all’aperto e ai programmi di “esercizio fisico su prescrizione”.

Il settore della natura, della salute e del benessere offre un numero crescente di interventi basati sulla natura, che comprendono sia i) servizi di promozione della salute basati sulla natura, che offrono opportunità informali alle persone di interagire con la natura nella loro comunità (ad esempio, giardinaggio comunitario o volontariato per la conservazione ambientale), sia ii) servizi di assistenza ambientale per individui con un bisogno di salute definito, che offrono terapia strutturata, riabilitazione o assistenza, utilizzando contesti come progetti di conservazione ambientale o ortoterapia e fattorie terapeutiche.

L’assistenza verde (green care) integra già l’assistenza sanitaria e sociale e fornisce esattamente il tipo di assistenza non clinica basata sulla comunità auspicata dal Rapporto Stevens. I pazienti che traggono maggior beneficio dalla prescrizione sociale presentano spesso molteplici problemi di salute che, singolarmente, non sono sufficienti a far scattare il pagamento da parte dei servizi sanitari o sociali, ma che, nel loro insieme, comportano frequenti visite dal medico di base e un elevato utilizzo dei servizi. I benefici della prescrizione sociale individuati in questo studio includono: i) migliori risultati per l’assistenza sanitaria e sociale; ii) miglioramenti nella salute mentale e nel benessere dei pazienti; iii) un utilizzo economicamente efficiente delle risorse del NHS; e iv) un utilizzo più efficace del tempo dei medici di base. La maggior parte dei servizi di prescrizione sociale, però, include al momento solo una o due iniziative di promozione della salute basate sulla natura tra le opzioni disponibili, ma solo un numero limitato di servizi comprende specificamente interventi terapeutici di green care. Le opzioni basate sulla natura non vengono promosse attivamente nonostante le prove sull’efficacia della promozione della salute basata sulla natura e della green care siano relativamente solide.

Esistono diverse tipologie di interventi di green care attualmente in uso (figura 2). Tuttavia, le tre tipologie più diffuse e ampiamente disponibili nel Regno Unito sono l’orticoltura sociale e terapeutica, l’agricoltura sociale e la conservazione ambientale (quando utilizzata come intervento terapeutico).

Pur se la situazione britannica viene ancora considerata a livello locale non ottimale, è un esempio da seguire per implementare i servizi connessi con la Natura e l’esercizio dell’orticoltura all’interno del sistema sanitario nazionale per poter promuovere pratiche che assicurano la cura e il benessere di un’ampia gamma di soggetti.

La gamma di interventi basati sulla natura all’interno delle Green care (Burt et al., 2017, con modifiche).

A tal fine, appare importante stabilire il valore e l’efficacia dell’HT, cosa del resto già avvenuta con la legge 141 del 2015 che, al comma c) dell’art. 2, stabilisce che fra le attività dell’agricoltura sociale sono comprese le “prestazioni e servizi che affiancano e supportano le terapie mediche, psicologiche e riabilitative finalizzate a migliorare le condizioni di salute e le funzioni sociali, emotive e cognitive dei soggetti interessati anche attraverso l’ausilio di animali allevati e la coltivazione delle piante”. Al contempo, però, devono essere enucleati per l’HT i principi di base, così come avvenuto in Italia nel 2015 per gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), le cui linee guida nazionali sono sancite dall’Accordo Stato-Regioni e supervisionate dal Ministero della Salute, per garantire sicurezza ed efficacia. Esse richiedono un’équipe multidisciplinare, la tutela del benessere animale e una formazione specifica per operatori e animali. Come è noto si articolano in Terapie Assistite (TAA – valenza terapeutica), Educazione Assistita (EAA – valenza educativa) e Attività Assistite (AAA – valenza ludico-ricreativa). L’istituzione, già il 18 giugno 2009, del Centro di referenza nazionale per gli interventi assistiti con gli animali (CRN IAA), presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) con Decreto del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, ha consentito di costruire un know-how approfondito e ampiamente riconosciuto.

Nell’ambito dei trattamenti con le piante, nonostante le numerose informazioni, che provengono soprattutto dall’estero, l’impegno protratto nel tempo da parte della Scuola agraria del Parco di Monza, che organizza dei corsi e che ha portato all’inserimento di una nuova figura professionale nel Quadro regionale delle figure professionali della Regione Lombardia, la recente l’istituzione di un master di primo livello in Orticoltura Terapeutica presso l’Università degli studi di Bologna e le numerose iniziative che sono state portate avanti, su base volontaria, dalla Rete delle Fattorie Sociali, non si è ancora giunti alla definizione di un corpus di linee guida che possa sia stimolare ma soprattutto normare le pratiche di orticoltura terapeutica. Nell’elaborarle occorre partire dal concreto. Per questo la realizzazione degli Orti del Mediterraneo in Sicilia (foto 1) nel 2016 in un luogo simbolo, anche perché si tratta di un bene sequestrato alla mafia, e le tante attività che vengono svolte in tema di agricoltura sociale possono rappresentare un laboratorio per definire alcune di queste linee guida. L’attività è gestita dalla cooperativa sociale Energ-Etica che ha al suo interno tutor aziendali agricoli, educatori, tutor educativi (psicologo, operatore professionale, sociologo). Dal lunedì al venerdì si svolgono attività rivolte a piccoli gruppi di giovani adulti autistici (foto 2).

Non a caso è utilizzato un metodo di coltivazione biologica certificato da ICEA bio; la coltivazione riguarda le ortive, alcuni fruttiferi (soprattutto agrumi) e le piante che sono presenti nell’appezzamento per realizzare degli itinerari di visita guidata al sito.

Al di là delle attività svolte, ben numerose e che vedono l’effettuazione di attività artigianali diverse da quelle agricole, si è voluto realizzare un luogo di inclusione, in cui sviluppare l’autonomia e le capacità relazionali e comunicative. La varietà dei lavori, i ritmi non incalzanti della natura, il senso di responsabilità nel prendersi cura degli organismi viventi favorisce lo stato di benessere dei destinatari. Le attività si svolgono in piccoli gruppi, con piani educativi personalizzati e i partecipanti sono seguiti da tutor educativi e da tutor aziendali.

È un esperienza che potrebbe fornire indicazioni preziose per l’elaborazione di funzionali linee guida per l’esercizio dell’orticoltura terapeutica.

La mappa degli orti del Mediterraneo 

Le attività di agricoltura sociale svolte presso gli Orti del Mediterraneo.

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