
Il Bene è comune? A 10 anni dalla Laudato Si, un convegno fa il punto sull’eredità dell’Enciclica di Papa Francesco. Il 26 settembre nel Centro di Ecologia Integrale Sant’antonino Laudato Sì.
Stefano Frisoli∗
L’enciclica di Papa Francesco Laudato si’ ha certamente rappresentato un momento importante nel processo di consapevolezza sui temi della tutela ambientale, soprattutto perché li ha correlati in modo inscindibile con l’emergenza sociale e la povertà.
L’enciclica è stata accolta inizialmente in modo timido nel mondo cattolico, perché percepita come un documento di matrice ambientalista e, paradossalmente, ha trovato maggiore riscontro immediato nella società civile, ma ha avuto la forza di imporsi progressivamente fino a divenire uno strumento fondamentale nella riflessione generale intorno ai modelli socio-economici e alle loro ripercussioni sulle comunità e sull’ambiente.
Questo perché il consenso è passato dal lento ma inesorabile lavoro di base. Incontro su incontro, convegno su convegno, passando poi ai primi riferimenti delle prassi ai nuovi contenuti teoretici, fino ad arrivare al riorientamento delle scelte in funzione del legame tra tutela ambientale e giustizia sociale. Tutto questo ha contribuito a moltiplicare la risonanza del testo e dei suoi contenuti.
C’è un elemento di chiarezza che emerge leggendo l’enciclica: quando l’economia usa come metodo lo “sfruttamento” in tutte le sue accezioni, avviene una degenerazione dei contesti socio-ambientali.
Per quanto possa sembrare un assunto semplice, prendere in considerazione la portata della scelta di darne corpo e quindi modificare gli assetti attuali, significa un radicale ripensamento dei fondamentali economici.
Questo aspetto era stato rilevato anche da altri documenti ecclesiali. Certamente quelli prodotti da diverse conferenze episcopali in giro per il mondo, ma anche anticipati dalla Caritas in Veritate di Papa Benedetto XVI.
Quindi non rappresentavano una novità assoluta, ma la novità assoluta era rappresentata dalla riconfigurazione del tema come elemento fondante di un nuovo paradigma che aveva e ha, come nucleo essenziale della proposta, la forza generativa dell’ecologia integrale.
Un nuovo modello economico preconizzato e sperato fin dagli anni ’90 del secolo scorso, da tanti movimenti di base, di colpo è stato raccolto in modo eclatante dal documento papale e al contempo è divenuto “pietra di inciampo”, perché imprescindibile elemento di confronto.
Lo sfruttamento viene così ridefinito non più come qualcosa di ineludibile o addirittura “naturale”, ma come scelta di un modello economico liberista che non basta più tentare di emendare, ma va completamente sostituito.
Era il 2015 quando veniva pubblicata l’enciclica, ma contemporaneamente accadevano due eventi mondiali di straordinaria importanza si celebrava l’Expo di Milano dal titolo “Nutrire il pianeta, energia per la vita“, e nel settembre venivano firmati gli accordi dell’Agenda ONU, in particolare la sua versione più nota, l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, con i suoi 17 obiettivi (SDGs) come strategia comune per affrontare le sfide globali orientate a principi di sostenibilità, sottoscritti dai 193 Paesi membri delle Nazioni Unite (ossia tutti i paesi membri). È di tutta evidenza che l’enciclica ha rappresentato in quel momento e nei diversi germi, un riferimento importante e per certi versi decisivo.
Un frutto di questo percorso globale è stato l’«Economy of Francesco» (Economia di Francesco) come processo e movimento di giovani economisti, imprenditori e attivisti che, invitati da Papa Francesco, a ragionare su un nuovo modello economico ai valori delle encicliche Laudato si’ e Fratelli tutti.
I dieci anni dalla pubblicazione dell’enciclica ci offrono la possibilità di fare un primo bilancio di quanto è avvenuto e quali (eventuali) cambiamenti reali sono oggi in atto. Queste sono nei fatti anche le domande che lanciamo nel convegno del 26 settembre organizzato da Caritas Ticino nel Centro di Ecologia Integrale – Laudato si’ di S. Antonino, anch’esso evidentemente “figlio” di quella stessa intuizione.
∗ Direttore di Caritas Ticino
A questo link il programma della giornata