Ecopia “Eco partnership for interdisciplinary action”: i temi trattati nel Simposio Internazionale

Ecopia “Eco partnership for interdisciplinary action”: i temi trattati nel Simposio Internazionale

di Sonia Vivona

Università della Calabria – 22-24 Aprile 2026

Dal 22 al 24 aprile si è svolto all’Università della Calabria l’International Symposium ECOPIA – Eco Partnership for Interdisciplinary Action, con 70 contributi interdisciplinari provenienti da numerosi Paesi (Italia, Belgio, Brasile, Cile, Colombia, Germania, Giappone, Messico, Nuova Zelanda, Slovacchia, Stati Uniti, Paesi Bassi, Portogallo e Spagna).

Il Simposio, organizzato dall’Università della Calabria e dall’Università di Ferrara e con un Comitato Scientifico a valenza internazionale, ha segnato la nascita della rete  Ecopìa, evoluzione di un percorso avviato nel 2012 con il progetto Routes, dedicato alla cooperazione tra università sui temi della sostenibilità.

I partecipanti hanno lavorato su un ampio spettro di discipline, dall’ingegneria alle scienze umane, dalla biologia ed ecologia alle scienze della Terra, fino all’economia e alla statistica, offrendo spunti fondamentali per lo sviluppo della rete Ecopìa, una rete aperta e transdisciplinare che coinvolge università, istituzioni e attori sociali con l’obiettivo di co-produrre conoscenze e immaginari orientati a futuri più giusti e sostenibili.

L’evento ha rappresentato uno spazio fondativo di riflessione e interazione, articolato in conferenze plenarie, sessioni parallele e tavole rotonde, che hanno favorito il dialogo tra diversi stakeholder.

Il Simposio articolato in quattro grandi aree tematiche (collaborazione per un futuro giusto ed equo; gestione degli ecosistemi per la sostenibilità; città e territori resilienti nelle crisi contemporanee; discipline umanistiche e azione nell’Antropocene), ha costruito un terreno comune di confronto scientifico e politico su questioni centrali nel dibattito scientifico contemporaneo, andando oltre la presentazione di risultati di ricerca.

Dal Manifesto condiviso tra i partecipanti emergono le finalità della rete.

Ecopìa si propone come una visione positiva della sostenibilità che valorizza cultura, arti e discipline umanistiche, nella consapevolezza che le sfide contemporanee non possono essere affrontate da singole discipline, territori o comunità isolate. È necessaria una collaborazione collettiva capace di integrare conoscenze, pratiche e visioni oltre i confini geografici e disciplinari, in uno spazio inclusivo e generativo in cui co-costruire immaginari condivisi e percorsi di trasformazione verso modi di vita più giusti e relazionali.

Il contesto attuale è segnato da crisi globali interconnesse (ambientali, sociali e politiche), aggravate da disuguaglianze e cambiamento climatico.

Nonostante i trent’anni di politiche avviate con il Summit della Terra di Rio (1992), lo sviluppo sostenibile e l’Agenda 2030 non hanno prodotto trasformazioni strutturali sufficienti nei sistemi produttivi, nei comportamenti collettivi e nelle relazioni di potere. In questo quadro si afferma l’idea di una “casa comune” intesa non come spazio fisico, ma come rete di relazioni da abitare e rigenerare collettivamente. Ne deriva una tensione verso un’utopia concreta: un orizzonte aperto che invita a costruire e collaborare senza offrire certezze definitive con la consapevolezza che la conoscenza non è neutrale né universalmente centralizzata, che ogni sapere è situato in contesti storici, culturali e territoriali specifici.

Questa pluralità non rappresenta un limite, ma una risorsa per comprendere in modo più profondo e giusto i fenomeni socio-territoriali.

Il territorio è assunto come categoria centrale del Simposio, in senso diverso rispetto alle tradizionali letture spaziali o patrimoniali. Nella prospettiva territorialista, esso è il prodotto storico delle relazioni tra comunità e ambiente, una costruzione socio-culturale che integra valori, identità e pratiche di cura.

Il territorio non è quindi una superficie neutra, ma una rete dinamica di relazioni tra esseri umani e non umani.

Questo cambiamento di paradigma richiede strumenti di pianificazione capaci di integrare dimensioni ecologiche, economiche e culturali, superando approcci riduzionisti. La rigenerazione territoriale diventa così un processo relazionale e di cura, che coinvolge molteplici attori, tempi lunghi e dimensioni materiali, simboliche e affettive, andando oltre i modelli estrattivi dello sviluppo.

Un filo trasversale del Simposio è la democrazia come pratica trasformativa, non solo procedurale: processi decisionali più inclusivi devono redistribuire potere e risorse. In questa prospettiva, la partecipazione include anche la dimensione conflittuale, che non va eliminata ma resa produttiva attraverso spazi di confronto agonistico. Le capacità collettive vengono inoltre lette come esito trasformativo della partecipazione, non solo come risultato decisionale.

La collaborazione tra attori diversi è considerata essenziale per affrontare sfide complesse attraverso modelli di governance multilivello. Essa si applica a sistemi alimentari, comunità energetiche, edilizia inclusiva, mobilità, educazione e cooperazione culturale, contribuendo a superare logiche estrattive e a promuovere futuri più equi.

Il riconoscimento dei diritti della natura introduce un cambiamento di paradigma che integra benessere umano ed ecologico e, strumenti come economia circolare e approccio One Health, rafforzano l’interdipendenza tra sistemi sociali, ambientali e sanitari.

Le città emergono come sistemi complessi attraversati da crisi multiple. Affrontarle richiede di superare soluzioni tecniche isolate, rafforzando coesione sociale, giustizia territoriale e modelli economici circolari e comunitari, capaci di coniugare resilienza sociale ed ecologica.

Le Environmental Humanities mostrano, infine, come la crisi climatica sia anche culturale e narrativa: la produzione di immaginari, la memoria collettiva e la critica dei discorsi dominanti diventano condizioni essenziali per l’azione. Le discipline umanistiche non sono quindi accessorie, ma parte costitutiva della risposta alla crisi ecologica globale.

Il Simposio si è configurato come un importante evento internazionale, un punto di partenza per la costruzione di nuove visioni e forme di azione condivisa.

 

sonia.vivona@cnr.it

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