di Salvatore Cacciola

I care, sempre. E’ il sottotitolo di un libro che racconta l’esperienza di trent’anni della Comunità “Don Milani” di Acri in provincia di Cosenza. Non si tratta dell’ennesima pubblicazione sulla vita del fondatore della scuola di Barbiana, seppure l’ispirazione e i contenuti della lezione milaniana sono ampiamente disseminati in questa interessante riflessione “a più mani”.
“Dall’io al noi” è il titolo del volume che raccoglie i vissuti di tante donne e di tanti uomini che hanno partecipato ad un complesso processo di aiuto e di “costruzione dal basso” di nuovo sistema di cura. I contribuiti che si ritrovano nel libro sono eterogenei nello stile e nei contenuti, il bisogno di comunicare un lavoro comunitario emerge con chiarezza. L’obiettivo degli autori era quello di scrivere di un passaggio essenziale dell’antropologia culturale dei servizi che il titolo sintetizza in maniera formidabile: “Dall’io al noi”. Questa scommessa, che la cultura dominante ritiene folle, di superare la cultura infarcita di individualismo e di narcisismo esasperato, è narrata da Nello Serra, fondatore della Comunità Don Milani, attraverso le voci, la scrittura collettiva, le microstorie di tante persone fragili conosciute negli ultimi trent’anni.
La lettura del libro fa scoprire come dietro dei semplici gesti di cura ci siano radici profonde, nei riferimenti valoriali, nello studio e nel modo di impegnarsi nel sociale. Nello Serra, oltre ad avere il merito di avere dedicato tutta la sua vita alla Comunità Don Milani, nel libro come nella vita di ogni giorno, è il facilitatore e anche l’animatore. La storia della Don Milani è costituita da analisi, da tentativi ed errori ma i passaggi più interessanti rimangono le esperienze di liberazione e di crescita delle persone. La capacità di aggregare, “farsi conoscere” nel web, di consolidare un legame fiduciario caratterizza tutte le tappe di crescita del gruppo. Nei vari contributi esperienziali non si riscontra mai un eccesso di autocelebrazione, si sente invece l’autenticità di un impegno faticoso ma gratificante di tutti: operatori e persone anziane ospitate nella Comunità. Tante suggestioni, tante letture e tanti incontri di amici che hanno attraversato ed influenzato reciprocamente le vite di Nello Serra, di Donatella, di Lidia, di Enrica. Al centro di questo crogiuolo di pratiche e di emozioni, di promozione del benessere e di cambiamento emergono nel libro due elementi fondativi: le relazioni di cura e la natura.
Le piante officinali, l’attenzione per il cibo e per la sua preparazione, tutti gli atti agricoli, ivi compresa la convivialità, l’attività fisica all’aperto, la musica e il ballo sono da inserire nella ricerca quotidiana, e mai banale, del Buon-vivere. L’agricoltura sociale è, a tal riguardo, un tema conduttore e il filo rosso che collega i tanti saperi e le mille curiosità del fondatore Nello Serra. La scommessa “Dall’io al noi” è stata ampiamente vinta, forse perché ”I care” di Don Milani non è mai stato un richiamo retorico ma una scelta di vita di una comunità viva di persone.