Qualità del lavoro agricolo: con l'agricoltura sociale un cambiamento è possibile.

Qualità del lavoro agricolo: con l’agricoltura sociale un cambiamento è possibile.

 

Salvatore Cacciola*

La qualità del lavoro in agricoltura è diventato un obiettivo difficile da perseguire nel nostro Paese. I fatti drammatici dei quattro migranti bruciati ad Amendolara, perché si ribellavano allo stato di sfruttamento e chiedevano un giusto salario e una vita dignitosa, ci ricordano la terribile condizione di una parte dei lavoratori agricoli.
Fare agricoltura sociale significa non voltarsi da un’altra parte e fare finta che questi casi di cronaca nera siano delle eccezioni, il lavoro agricolo di qualità è ancora, in varie regioni, una chimera. La scelta di includere soggetti svantaggiati nelle fattorie sociali ci impone una presa di responsabilità con tutto ciò che avviene sotto i nostri occhi e che è il risultato di politiche sociali errate e disumane sulla migrazione.
In questo numero continuiamo il tentativo di leggere i contesti che stanno dentro e attorno all’agricoltura sociale con uno sguardo all’Europa e alle politiche agricole e ambientali. Ci affascinano le 100 OASI che crescono nei territori, e siamo convinti anche che le fattorie sociali contribuiscano a sviluppare un tessuto relazionale essenziale per “restare umani”. La vivacità delle esperienze di agricoltura sociale, in particolare nel Sud, non è solo un atto di testimonianza ma un tentativo consapevole di seminare e coltivare un cambiamento sociale possibile.

*Presidente Associazione Nazionale Bioagricoltura Sociale – BioAS
Comments are closed